Genitori anziani, provetta infida

Stiamo facendo figli più tardi che mai e non abbiamo idea di che cosa questo significhi: è il succo del lungo articolo che la giornalista Judith Shulevitz pubblica nell’ultimo numero del quindicinale liberal americano New Republic. Primipara attempata, diventata madre la prima volta quasi quarantenne grazie alla provetta, Shulevitz racconta che il medico l’aveva blandamente messa in guardia sul fatto che, nella procreazione artificiale, “ci sono sempre rischi, ma non sappiamo se provengano dall’età materna avanzata o dalle procedure”.
12 DIC 12
Ultimo aggiornamento: 10:59 | 6 AGO 20
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Stiamo facendo figli più tardi che mai e non abbiamo idea di che cosa questo significhi: è il succo del lungo articolo che la giornalista Judith Shulevitz pubblica nell’ultimo numero del quindicinale liberal americano New Republic. Primipara attempata, diventata madre la prima volta quasi quarantenne grazie alla provetta, Shulevitz racconta che il medico l’aveva blandamente messa in guardia sul fatto che, nella procreazione artificiale, “ci sono sempre rischi, ma non sappiamo se provengano dall’età materna avanzata o dalle procedure”. Quando, a tre anni, il suo bambino ha mostrato un ritardo nel coordinamento dei movimenti, la giornalista ha scoperto quanto quei rischi siano diffusi.
I bambini che, come il suo, mostravano problemi di varia origine come “sindrome di Asperger, autismo, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi da deficit di attenzione, disordini di integrazione sensoriale” avevano spesso genitori “all’incirca della mia età”. Ha indagato e ha scoperto che quei disturbi, tra il 1997 e il 2008, in America sono aumentati del 17 per cento, “1,8 milioni bambini in più rispetto a dieci anni prima”. Mentre, lo scorso maggio, uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine ha rilevato che 8,3 per cento dei bambini nati con l’aiuto di tecniche di riproduzione artificiale presenta problemi, contro il 5,8 per cento di chi è stato concepito naturalmente. Che dipenda dall’età avanzata dei genitori (anche di quella del padre, ora si sa), dai farmaci usati per indurre fertilità o dai liquidi di coltura usati per moltiplicare le cellule in provetta, il tema non cambia: ci siamo illusi di poter avere figli più tardi senza pagare pegno? Non è così.